ROBERTOMARTINO

Illuminazione Rembrandt nel Ritratto fotografico

Lo schema Rembrandt nel Ritratto fotografico

In questo post prendiamo in esame uno schema di luce, molto utilizzato nel Ritratto fotografico, che prende il nome dal suo inventore,  autorevole artista che ha lasciato il segno tanto in pittura quanto in fotografia: Rembrandt
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Rembrandt è nato nel 1606 nei Paesi Bassi. Era il nono figlio di una famiglia profondamente religiosa: la madre era cattolica, mentre il padre era membro della chiesa riformata olandese, e questi legami religiosi influenzarono in modo deciso le sue opere artistiche. Da ragazzo frequentò una scuola di lettere e in seguito si iscrisse all’Università di Leiden, l’ateneo olandese più antico; tuttavia, il suo cuore fu sempre fedele alla pittura. Dopo vari praticantati in seno ad artisti di Leiden e Amsterdam, aprì uno studio nella città della sua università, dove cominciò ad affinare il peculiare utilizzo dell’illuminazione, una tecnica largamente usata tuttora nella fotografia ritrattistica.

Qui sotto vediamo qualche suo ritratto.

Rembrandt nel Ritratto fotograficoRembrandt nel Ritratto fotografico

In questi ritratti, si noti la direzione della fonte di luce. Proviene dalla sinistra di chi guarda con un angolo che non è in grado di illuminare perfettamente il lato sinistro del viso di Rembrandt.

Un altro elemento da notare è il modo in cui la luce colpisce la guancia sinistra. Poiché il naso oscura la fonte di luce, si crea un triangolo rovesciato di ombre che accentua le curve e i contorni in faccia. Ciò farebbe intuire che la luce veniva da sinistra con un angolo di circa 45-60 gradi dallo spettatore. Il triangolo non dovrebbe essere più lungo del naso e non più largo dell’occhio.

Rembrandt in fotografia

Iniziamo dicendo che La bellezza nell’uso della luce di Rembrandt risiede nella semplicità. Sebbene l’illuminazione in fotografia solitamente miri a rischiarare il soggetto il più possibile, questa tecnica consente di lasciare una metà del volto in ombra con un piccolo triangolo di luce sulla guancia.
La luce abbellisce il soggetto e affina il volto
, donando maggiore definizione agli zigomi: si tratta di un metodo davvero semplice per aggiungere atmosfera e intrigo a un ritratto altrimenti del tutto normale.

Per ottenere un schema luci Rembrandt in fotografia, occorre prima di tutto una fonte di luce, che può essere una finestra, un flash strobo, una monotorcia da studio.

Inoltre è necessario che la la luce non sia troppo intensa.
Se usate una luce naturale, provate a sistemare un lenzuolo bianco sopra la finestra in modo da attenuare e ridimensionare le ombre.
Se invece usate uno strombo o simili, l’ideale è un ombrello bianco od un softbox.

Vediamo come ottenere questo schema in studio:

Materiale occorrente:

  • 1 flash da studio
  • Ombrello bianco o 1 softbox da 60 cm minimo.
    Se si vuole concentrare di più il fascio luminoso sul soggetto
  • 1 stativo per luci
  • 1 fondale in carta grigio o nero
  • 1 fotocamera

Rembrandt nel Ritratto fotografico

  • Posizionate il soggetto in modo tale che la luce cada sul volto con un angolazione di 45 gradi, rispetto all’asse di scatto e rivolta verso verso il basso sempre a 45°.
    Considerate che più lontano si sposta la fonte di luce dal soggetto, tanto più dura risulterà l’ombra; più la luce di origine è vicina al soggetto, più morbida sarà l’ombra.

 

  • Aggiustate la fonte di luce fino a che il naso, non crei il caratteristico triangolo di luce sulla guancia.
    Qualche piccolo movimento della testa permette di variare l’illuminazione sul volto e definire ancora meglio il triangolino sotto il viso del modello.
    Il triangolino di luce si trova, solitamente, sull’occhio più lontano dall’obiettivo della fotocamera, ma non è un imperativo per avere successo con illuminazione Rembrandt.
    La base del triangolo, inoltre, non deve superare la larghezza dell’occhio e l’altezza non deve superare la lunghezza del naso.
    La luce può creare delle ombre sotto gli occhi. Per evitare questo, allontaniamo la luce dal soggetto e l’ombra rientrerà all’interno del bulbo oculare.

Rembrandt nel Ritratto fotografico

  • Una volta trovata la posizione più adatta, non resta che scattare.

Origine del termine “Rembrandt” in fotografia

Il pionieristico regista Cecil B. DeMille è considerato il primo ad aver utilizzato il termine nella fotografia cinematografica. DeMille spiegò nella sua autobiografia che, mentre girava “The Warrens of Virginia” (1915), prese in prestito alcuni riflettori portatili dalla Mason Opera House di Los Angeles e “cominciai a fare ombre dove le ombre dovrebbero apparire in natura”. Quando il partner d’affari Sam Goldwyn vide il film con solo metà faccia di un attore illuminata, temette che gli esercenti avrebbero pagato solo metà del prezzo del film. Dopo che DeMille gli disse che si trattava della illuminazione alla Rembrandt “la risposta di Sam fu di esultante sollievo: per l’illuminazione alla Rembrandt gli esercenti dovrebbero pagare il doppio!”

Una scena del film “The Warrens of Virginia” (1915)

Rembrandt nel Ritratto fotografico

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